Il Gran Maestro della Consorteria ha marchiato a fuoco con lo storico logo le botti di balsamico tradizionale di Romano Mattioli di Formigine, vincitore del 55° Palio di San Giovanni. Prosegue il percorso per rendere tutto il Balsamico – Dop e Igp – “patrimonio culturale immateriale dell’Unesco”: la Regione Emilia-Romagna si impegna ufficialmente a sostenere la candidatura.

Sabato scorso, in occasione del Palio di San Giovanni, riceveva il diploma ufficiale della Consorteria e un cucchiaino d’oro per l’assaggio, oltre alla targa col “torrione d’oro” di Spilamberto. Pochi giorni dopo per Romano Mattioli, formiginese e vincitore dell’edizione 2021 della competizione, è arrivato il riconoscimento più importante: il Gran Maestro Maurizio Fini ieri sera si è recato presso l’acetaia per marchiare a fuoco le botti con il logo della Consorteria. L’Aceto Balsamico Tradizionale del signor Mattioli ha conquistato il Palio con 318 punti, superando gli altri 11 finalisti, selezionati dagli esperti tra 1.456 partecipanti.

Un’occasione per ribadire il progetto più ambizioso della Consorteria di Spilamberto: Vorremmo vedere il Balsamico diventare patrimonio Unesco ed essere riconosciuto come bene culturale immateriale dell’umanità –  ribadisce il Gran Maesto Maurizio Fini –  Anche in questo caso è fondamentale la collaborazione delle istituzioni: la candidatura è stata presentata, e proprio in questi ultimi mesi grazie all’appoggio incondizionato del sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli e dell’assessore Ludovica Carla Ferrari è stato stabilito di dare vita a una serie di comunicazioni ufficiali alla Provincia, alla Regione e al Governo centrale per chiedere ufficialmente il loro supporto. E qualcosa si è già mosso visto che proprio il giorno del Palio come Consorteria abbiamo “strappato” un impegno solenne in nostro favore all’assessore regionale all’agricoltura e agroalimentare Alessio Mammi. Sappiamo che i tempi sono lunghi, ma il nostro aceto tradizionale, figlio del tempo e della pazienza, ci insegna a non avere fretta”.