Barbara Brandoli, sommelier modenese e Mindfulness Counselour, organizzatrice di eventi dove vino e arte sono legati a doppio filo, ideatrice della Winefulness, una nuova disciplina che si dedica alla degustazione consapevole  di vini naturali. Un’occasione troppo ghiotta per SaporOsare, che ha indagato su questo nuovo modo di godere delle meraviglie del nettare degli dei.

Winefulness è un neologismo che unisce wine e mindfulness.  Ma come e da cosa nasce questo termine nuovo? “Questa parola nasce da due espressioni di me stessa: una dal fatto che sono Sommelier diplomata AIS e mi occupo sia di divulgazione che di organizzazione di eventi sul vino. L’altro aspetto è la mia formazione Mindfulness che oltre a essere una tecnica e un protocollo sperimentato nella relazione d’aiuto, è uno stato dell’essere che mi accompagna da alcuni anni. Nasce come percorso personale per poi tradursi in consapevolezza giornaliera, così ho pensato di unire le mie due anime, quella del Sommelier e quella di Mindfulness Counselour ideando una tecnica di degustazione dove invito le persone a “stare nel momento presente” e a porsi in ascolto di sé stessi e del vino. Così, l’ho chiamata Winefulness.”

Una passione, quella per il vino, che per Barbara inizia ormai diversi anni fa. “Nei primi anni 2000 mi sono iscritta al corso AIS a Modena e ho ottenuto il diploma di Sommelier nel 2004. Da allora non ho mai smesso di viaggiare, visitare cantine e territori, partecipare a degustazioni. Una passione che negli anni è sempre cresciuta e mi ha permesso di entrare in contatto con tantissime persone, produttori di vino in primis, che mi hanno aiutato a comprendere meglio il significato di territorio, di naturalità e di rispetto nei confronti di un calice di vino.”

Quello della Mindfulness è un percorso parallelo. “Ho fatto la manager commerciale per parecchi anni della mia vita, in un settore prettamente maschile e molto competitivo. Intorno al 2012, in piena crisi economica, ho cominciato a sentire sulle spalle tutto il peso del mio ruolo e delle responsabilità collegate. Di conseguenza un aumento considerevole di stress che gravava sia sul mio umore che sul rendimento lavorativo. Navigando in rete ho scoperto l’esistenza di questo protocollo Mindfulness come un concreto aiuto contro lo stress del manager. Mi sono iscritta prima a un seminario di 5 giorni che mi ha permesso di fare esperienza diretta dei benefici. Dopo pochi mesi,  ho deciso di formarmi attraverso una triennale come counselour: un percorso di crescita personale che mi ha profondamente cambiata. Nulla di straordinario o di fantascientifico, semplicemente ho cominciato a osservare la mia mente attraverso gli spazi di consapevolezza che mi permettono di scegliere la direzione da dare ai miei pensieri, se esercitarli o se, al contrario, lasciarli andare, riallineandomi con il momento presente.”

È da questo percorso che nasce una nuova filosofia di vita: il bere consapevole come stile di vita e di gusto, con numerose iniziative legate a questo nuovo corso che aiuta a gustare il vino in modo differente. “La Winefulness nasce anche per questo: io insegno il “bere consapevole”, cioè bere poco ma di qualità, assaporare, degustare senza eccessi. Ho scelto fin da subito l’approccio ai vini naturali sia per una questione di salute, sia etica di salvaguardia del territorio e del clima. Di iniziative in questo senso ne faccio diverse: dalle serate denominate Winefulness dove l’approccio è volutamente soft e quasi meditativo (si parte dall’ascolto di sé, per passare alla degustazione attraverso il contatto diretto con i nostri cinque sensi), alle serate a tema dove racconto la storia di un artista attraverso il vino, metto in relazione vari aspetti artistici o caratteriali con diverse tipologie di vino. Mi diverte mettermi alla prova, gli abbinamenti artistici lasciano molto spazio alla creatività e mi posso sbizzarrire nella scelta dei vini e nel racconto stesso. Spesso si creano serate molto intense e piacevoli che soddisfano sia gli amanti dell’arte o della musica, sia quelli del vino. Sono inoltre docente di corsi e minicorsi sul vino. In ultimo ma non meno importante, da otto anni sono ideatrice e organizzatrice di un evento nazionale sul vino presso il Castello di Levizzano a Castelvetro di Modena denominato “Terre di Vite” dove ospito più di ottanta produttori di vino, prevalentemente naturale, provenienti da tutta Italia e una serie di iniziative culturali e artistiche che sono parte integrante dell’evento stesso.”

Il prossimo “Terre di Vite” si terrà sempre presso il castello di Levizzano il 27 e 28 ottobre 2018 e per tenersi informati basta consultare il sito ufficiale: http://www.terredivite.it/