Il grande vino è un’opera d’arte in evoluzione, mai definitivamente fissata. Finge l’immobilità ed è capace di ingannare il tempo per diversi lustri. La sua finalità è di essere bevuto e di sparire insieme al piacere che procura. È sufficiente che voi possediate abbastanza bottiglie nella vostra cantina per i giorni della vecchiaia, ed esso acquista per voi l’intemporalità della scultura e della pittura o la disponibilità ripetitiva della musica e della poesia. (Émile Peynaud)

Non è un caso se citiamo proprio in apertura il francese Émile Peynaud, scomparso nel 2004 a 92 anni, considerato il padre dell’enologia moderna e autore di fondamentali libri sul vino: è un pensiero, il suo, che racchiude il senso del binomio vino e arte.

Ma ciò che SaporOsare ha trovato alla 52esima edizione del Vinitaly, International wine & spirits exhibition, quest’anno, tra le innumerevoli proposte del più grande salone al mondo per metri quadrati e presenze estere dedicato al settore del vino e dei distillati, è stato anche il desiderio di innovare, tentare nuove strade, unire la tradizione al digitale, e diventare sempre più internazionale. Un’edizione, quella del 2018, che ha superato le 4.380 aziende, oltre 130 in più rispetto all’edizione precedente, con un aumento della presenza degli espositori esteri nell’International Wine_Hall che hanno raggiunto i 36 paesi rappresentati, contro i 29 del 2017. Ospiti di prestigio, chef stellati, proposte di wine&food pairing e di formazione tecnico-scientifica, degustazioni di livello internazionale hanno fatto anche quest’anno di Vinitaly un’annata irripetibile.

È stato dato grande spazio al green, che rappresenta nicchie in espansione in Italia e all’estero, con vini biologici, biodinamici, artigianali: due i saloni speciali nel padiglione 8, VinitalyBio e ViViT – Vite Vignaioli Terroir. Il salone speciale dei vini artigianali, giunto alla 7ª edizione, realizzato da Vinitaly in collaborazione con l’Associazione Vi.TE, quest’anno è stato rinnovato e ampliato. Lo sviluppo di questo spazio espositivo è in linea con le tendenze di mercato e di quella parte del mondo produttivo italiano sempre più impegnato sul fronte dell’identità e della sostenibilità ambientale, che vuole raccontare i territori attraverso i loro vini. I vignaioli presenti condividono un codice etico che li unisce nella filosofia produttiva, ma ciascuno porta all’interno di Vi.Te un’identità inconfondibile e la sua storia.

Al di là di quelli che sono i numeri e le presenze al Vinitaly, SaporOsare ha partecipato a due incontri molto interessanti che sposano completamente la filosofia del magazine: il primo, organizzato al PalaExpo nello spazio della Regione Lombardia dall’Associazione “Le Donne del Vino” in collaborazione con il Consorzio per la tutela del Franciacorta, si è occupato della storia del riso nel corso dei secoli e dell’incontro col vino sulle nostre tavole. “Il riso nasce nell’acqua ma muore nel vino”, il famoso proverbio lombardo, riassume quello che è stato un evento formativo: le Donne del Vino [che quest’anno celebrano il loro trentennale] si sono confrontate con le Donne del Riso [un’associazione ormai storica nata a Vercelli nel 1979], raccontando il viaggio del riso e il suo incontro col vino nel Mediterraneo, i punti in comune tra i due alimenti, entrambi considerati medicamentosi all’inizio dei tempi, e poi diventati parte integrante della nostra tradizione culinaria. Al termine è stato offerto ai presenti un assaggio di insalata di riso rosso e riso nero con sedano, peperoni, carote, piselli, patate, olive e tonno. E poi i biscotti con farina di riso nero e riso bianco con cacao e scorzette di arance, accompagnati da ottimi vini di Franciacorta. Un inizio, una sinergia nuova tra due forti realtà tutte italiane.

Il secondo incontro è avvenuto su un altro tema molto caro a SaporOsare: gli itinerari del gusto e del benessere. Un tema legato alla nuova filosofia lanciata dall’Emilia Romagna al Vinitaly 2018, da cui è partita la REgeneration. Una nuova veste grafica e allestimenti che richiamano la natura e con essa il benessere e la voglia di rigenerarsi: “REgeneration Emilia Romagna” è il nuovo motto che accompagnerà la regione vitivinicola in giro per il mondo a partire proprio dal Vinitaly. Sostenibilità in ogni forma e sostanza possibile, ecocompatibilità e rispetto ambientale sono i cardini per la vitivinicoltura del futuro. La REgeneration non è solo un logo, uno slogan, ma una vera e propria direttrice per creare un circolo virtuoso che consideri l’ambiente un valore unico e condiviso e sappia trasmettere i valori della qualità della vita e del benessere che si possono respirare in Emilia-Romagna.

Ed è da questa stessa filosofia che parte la proposta a cura del Movimento Turismo del Vino Emilia Romagna per unire circuiti termali e circuiti del vino facendoli interagire in modo costruttivo: l’incontro “Fare turismo tra vino e benessere termale in Emilia Romagna” è stato tenuto da Antonella Breschi Perdisa, Raffaella Melotti e Massimo Seragnoli, con degustazione di quattro vini delle cantine del Movimento Turismo del Vino Emilia Romagna.

Si vuole dunque ideare un’esperienza invitante tra benessere termale e accoglienza dei luoghi di produzione del vino: nella regione, lungo la via Emilia, sono attivi e vitali 23 centri termali, da Salsomaggiore Terme a Riccione. Insieme ai centri termali, più di 60 cantine tra Piacenza fino a Rimini, passando per Ferrara e Ravenna, associate al Movimento Turismo del Vino Emilia Romagna. Si alterna così il turismo del benessere a quello del vino e del cibo per riuscire a proporre un’offerta integrata e mirata e radicata nel territorio, a vocazione gastronomica e termale. Acque terapeutiche si affiancano a vini bianchi, rosati e rossi così come i trattamenti dei centri SPA e termali si alternano a visite alle cantine, ai vigneti e alle degustazioni. Due ambienti apparentemente lontani si ricongiungono in un unico mondo, legato al turismo, in cui le persone sono centrali per valorizzare il patrimonio locale, terme e vino, che generi un’offerta che stimoli un unico progetto benessere inclusivo dei due elementi.

La sinergia, l’unione e la collaborazione sono elementi da riscoprire e promuovere per valorizzare il vino non solo come espressione artistica, ma anche come esperienza e conoscenza della storia.