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Dalle cabine di Vituccio al Kum Beach Club Alimini – Otranto (Storie Salentine)

Quasi impossibile rendersi conto degli inizi standosene comodamente sdraiati sui maxi lettini a farsi coccolare dal sole e dal vento salentino lungo questa meravigliosa spiaggia ad appena sette chilometri a nord di Otranto. Ancora meno facile, intuirne gli inizi prendendo posto ai tavoli del ristorante sul mare del Kum Beach club di Alimini.

I panini, così come i rustici e altre soluzioni per un ristoro veloce, sono presenti da sempre in questa nostra storia. Quello che non ci si aspetterebbe è l’occasione di poter pranzare alla carta e scegliendo tra varie proposte tutte a base di pesce, preparate dallo chef Antonio, mia guida personale in questo viaggio nel tempo.

“Mio padre ebbe l’intuizione di partire qui nel 1954, in seguito delle operazioni di bonifica a opera di un ente per il quale lavorava” mi racconta. Siamo in quel momento storico del nostro Paese in cui è necessario rialzarsi dopo una guerra che ha messo in ginocchio quasi tutti. Questa zona un tempo fortemente malarica a causa delle estese paludi presenti, viene portata a una nuova vita svelandone anche nuove potenzialità.

I soldi sono pochi o meglio dire assenti, grazie a qualche prestito, Vituccio, il padre di Antonio non si lascia sfuggire l’occasione di ricomprare alcune cabine dismesse dallo storico e unico bagno presente allora in Otranto, Camillo del Miramare.

Le cabine, un piccolo chiosco per vendere panini e qualche bevanda tenuta in ghiaccio, come partenza di tutto, niente luce e acqua, quelle arriveranno più avanti grazie a una urbanizzazione portata dalla apertura di due ristoranti nella zona.  Il primo impianto elettrico, praticamente una cassetta di birra Peroni munita di cavi per alimentare due lampadine e tre prese, ricorda sempre Antonio.

Nel 1987 i figli di Vituccio, danno vita a una società a conduzione familiare (Bagno Lucia) dedicata alla mamma, effettiva intestataria della prima concessione. Antonio come i suoi familiari, si occupa di altro nella vita, agente di commercio di abiti nuziali per l’esattezza.

La passione per la cucina, ha origini giovanili per lui. Siamo nel 1977, come ferroviere viene trasferito a Lecco, un città che apparentemente diverge dalla sua Lecce solo per una vocale, ma che in realtà rappresenta un altro mondo all’epoca. Per tenersi vicino alle sue tradizioni e al luogo d’origine, Antonio sceglie proprio il potere dei sapori e degli odori che la cucina porta con se. Non una cucina qualsiasi ma quella che più di tutte il giovane ferroviere salentino ama, quella della madre, quella che sa come niente al mondo, di casa. Fare della spesa quotidiana una ricerca costante di prodotti poco conosciuti fuori dal Salento, così come coltivarsi le verdure e gli aromi necessari lungo la strada ferrata era al tempo una necessità mentre oggi un piacevole ricordo per lo chef. Gli anni sono passati, la bellezza di questo mare e di questa spiaggia assolutamente no.

Oggi, subito dopo aver attraversato un portale che ricorda il primo nome e l’anno di fondazione, quel 1954 che decreta questa famiglia come pioniera assoluta in ambito turistico da queste parti, si accede al Kum Beach club ed è tutta un’altra storia. Gentilezza e professionalità saranno ad accogliervi, una spiaggia curata in ogni dettaglio a meravigliarvi, ma sarà la cucina di Antonio a farvi innamorare.

Una cucina che dopo aver sedotto il vostro palato, aiutata dalla cura e ricerca costante sul prodotto, sentirete anche voi come un sapore di casa. La conduzione familiare da queste parti si percepisce nel senso positivo del termine, se con “familiare” intendiamo la capacità di tutto lo Staff di accogliervi e prendersi cura di voi. Una famiglia quella di Antonio capace di portare avanti l’intuizione del padre grazie anche alla passione delle nuove generazioni. Francesca e Federico sono gli eredi di questa sua cultura di accoglienza e ospitalità. Straordinario sentirli passare dal più stretto dialetto leccese a un perfetto inglese nel tempo di uno scontrino in cassa. A giudicare dai sorrisi dispensati a tutti gli ospiti del bagno, nessuno escluso, da Alessandro il più piccolo di casa, ci sono ottime certezze per il futuro da queste parti. Buon Salento a tutti.

Claudio Corrado